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Hai mai pensato che la tua azienda ha bisogno di un brand ancor prima di un’azione di comunicazione? di un’operazione di marketing?

Se non lo hai fatto ancora sappi che è del tutto normale. Pur essendo un elemento determinante per il successo di un’azienda, di un movimento, di un artista, di una qualunque attività che sia di piccole o grandi dimensioni, il concetto di brand viene dato come opzionale, come un qualcosa in più.

Il brand racchiude l’essere (nel senso più umano del termine) di un’azienda. Il problema è che siamo ancora vicini al concetto dell’avere della precedente era della corsa all’industrializzazione per cui possiamo dire di vivere in un periodo di transizione dove i valori che toccano l’uomo (che costruisce aziende!) sono ancora terra da scoprire.

Il brand racchiude un concetto diverso dal “cosa vuole il mio cliente?” che diventa “cosa offro al mio utente?” in cui è necessario analizzare la vera essenza, la missione, che tocca le basi del ruolo dell’imprenditore alla guida del suo team. 

La differenza della conduzione del modello di azienda basato sull'utilizzo del brand, rispetto ad un’azienda basata sulla mera produttività che, per carità! è indispensabile, è nel tipo di azioni che si sceglieranno di compiere e l’attenzione che serve per gestire il rispetto, l’etica, la congruenza con il brand stesso.

 

Un maturo uso del brand raccoglie, strada facendo, questi semplici ma importanti effetti: 

  • ♦ giusto posizionamento del proprio prodotto/servizio nel panorama dell’offerta

  • ♦ investimenti mirati con scelte appropriate e non casuali

  • ♦ attività di marketing precisamente atte alla comunicazione del prodotto

  • ♦ semplificazione e velocizzazione del riconoscimento del proprio marchio, servizio, marca, prodotto

  • ♦ valorizzazione efficace per un giusto prezzo

  • ♦ l’uso della marca come simbolo pilota


 

Ne consegue che la ricerca del proprio posizionamento nell’ambito in cui si propone la propria offerta dovrà essere mirato e ogni azione di marketing deve essere atta a soddisfare gli effetti appena descritti.

I risultati sono legati ad un equilibrio tra l’essenza del proprio vero lavoro, che nasce dal desiderio anziché da una necessità, e l’incontro di un’utenza più sensibile alla propria offerta.

Non scegliamo mai ciò che ci serve davvero ma prendiamo ciò che percepiamo, ciò che ci piace.

Sulla base degli studi di marketing e applicazioni di strategie di vendita e posizionamento dei propri prodotti sul mercato, l’uomo non ha il tempo di curare con attenzione le poprie scelte. Questo è un difetto diffuso e comunemente la scelta dei prodotti avviene per scorciatoie. 

Sì ma a me MI piace!

Su questo concetto si sviluppa (si infila) il marketing che è solo atto a persuadere, a plagiare, a convincere con mezzi più o meno idonei il proprio utente destinatario a compiere azioni. Siamo tutti soggetti a questo processo; tutti abbiamo in testa concetti basati sul risultato di azioni storiche di marketing. Azioni pianificate, programmate. Noi siamo programmati per compiere azioni.

Chi non conosce marchi come Apple®, Coca-Cola®, Mercedes®, Barilla®? Sono tutti nomi legati a prodotti, apparentemente, ma il prodotto è l’associazione a marche che hanno ottenuto i primi posti della nostra attenzione.

Come è possibile tutto questo? Persone che hanno creato forte impatto di comunicazione gridando a gran voce messaggi atti a sostenere il posizionamento del proprio brand, capaci di sostenere un lavoro senza perdere e far perdere il focus sul brand e concentrando il loro lavoro sin dal nascere, facendo crescere e mantenendo alto il valore della propria reputazione. Solo costruendo differenze importanti nel settore specifico si riesce ad ottenere il giusto successo.

 

Queste regole sono legate più ai valori che accomunano il destinatario del nostro lavoro: l’uomo. L’uomo vive di valori, devono essere identificati per coprire le sue necessità, i suoi bisogni.

Proprio per questa ragione non esiste mercato, azienda, piccola o grande entità lavorativa che voglia posizionarsi che non sia soggetta all’importanza del brand. 
Grandi o piccoli budget non sono gli unici elementi che determinano il successo aziendale. Senza un controllo delle regole sull’utilizzo del proprio brand il rischio è che prima o dopo si sfaglino le regole per cui un’attività sia operativa e attiva. Il problema viene risolto a monte definendo gli effettivi plus che differenziano un’azienda. Compiendo azioni di comunicazione mirate all’esaltazione, alla ripetizione, alla concentrazione di queste benedette caratteristiche. 

In buona sostanza è inutile apparire come factotum del proprio settore ma è bene diffenziarsi, distinguersi per quello che meglio si sia in grado, si senta di proporre. Questa specializzazione, una volta individuata, è motivo comune per: 

  • ♦ la gestione della propria posizione all’interno della nicchia di mercato/ambito

  • ♦ comunicazione globale con gli elementi che fanno la differenza

  • ♦ creazione di strategie con il focus sul brand


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